Tutorial: dalla luce al gioco da tavolo

Piccola guida per trasformare un'idea scientifica in un gioco

Libro aperto, prisma e percorso di un gioco da tavolo

Il tema è “La luce e i suoi segreti”.

Sembra un argomento un po' limitato, ma in realtà apre un mondo enorme. La luce può rimbalzare su uno specchio, attraversare una lente, separarsi nei colori dell'arcobaleno. Può trasportare informazioni lungo una fibra ottica, produrre energia in un pannello fotovoltaico o raccontarci che cosa sta accadendo in una stella distante migliaia di anni luce.

E, naturalmente, può diventare un gioco.

Ma da dove si comincia?

1. Scegliete il vostro angolo di luce

Non cercate di mettere tutta la luce in un solo gioco. Scegliete qualcosa che vi incuriosisce.

Potete partire dall'ottica geometrica e costruire un gioco di specchi, lenti e raggi luminosi. Oppure esplorare lo spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi gamma.

Potete occuparvi di laser, fibre ottiche, fotovoltaico, illuminazione e risparmio energetico. O spingervi molto più lontano: usare la luce per osservare stelle e galassie, raccontare come nasce all'interno delle stelle o avventurarvi tra fotoni e fenomeni quantistici.

E perché non immaginare una startup che deve trasformare una nuova tecnologia fotonica in un prodotto?

Il primo ingrediente del gioco è una buona idea.

2. Trasformate l'argomento in un'avventura

Avete scelto l'argomento. Adesso dimenticate per un momento il libro di testo. Che cosa potrebbe succedere?

Un gruppo di astronauti deve riparare un telescopio spaziale. Una città deve ridurre drasticamente il proprio consumo di energia senza rimanere al buio. Un laboratorio deve costruire un sistema laser.

Una squadra di ricercatori cerca di identificare una misteriosa stella analizzandone lo spettro. Una startup ha sviluppato una tecnologia fotonica rivoluzionaria e deve riuscire a portarla sul mercato prima dei concorrenti. Un raggio luminoso è intrappolato in un labirinto di specchi.

Avete già smesso di descrivere un argomento. State iniziando a raccontare una storia.

3. Date ai giocatori un obiettivo

Ora chiedetevi: che cosa bisogna fare per vincere?

Se state progettando un gioco sull'ottica, l'obiettivo potrebbe essere portare un fascio laser fino a un bersaglio usando specchi e lenti. In un gioco sull'astronomia, potrebbe essere necessario raccogliere osservazioni a diverse lunghezze d'onda per identificare oggetti celesti sconosciuti.

In un gioco sul fotovoltaico, potreste dover alimentare una città scegliendo dove costruire gli impianti e come distribuire l'energia disponibile.

L'obiettivo deve essere facile da spiegare. Se servono dieci minuti solo per capire che cosa bisogna fare, probabilmente c'è qualcosa da semplificare.

4. Fate diventare la scienza parte del gioco

Questa è forse la sfida più interessante. Un gioco didattico sulla luce non deve necessariamente essere un percorso nel quale si avanza rispondendo a domande.

Provate invece a trasformare la scienza stessa in una regola del gioco.

Uno specchio cambia la direzione di un raggio. Una lente lo devia. Un prisma separa le diverse lunghezze d'onda. Un filtro lascia passare alcune radiazioni e ne blocca altre. Un pannello fotovoltaico produce più o meno energia a seconda delle condizioni. Uno spettro permette di scoprire quali elementi sono presenti in una stella.

Il giocatore impara perché ha bisogno di capire questi fenomeni per raggiungere il proprio obiettivo. è molto più interessante che pescare una carta con scritto: “Qual è la legge della riflessione?”

5. Pensate a cosa faranno davvero i giocatori

Immaginate di osservare la partita dall'alto. Che cosa vedete?

Giocatori che spostano specchi su un tabellone? Carte che rappresentano sorgenti, materiali e strumenti ottici? Tessere che formano una rete di fibre ottiche? Telescopi puntati verso diversi oggetti celesti? Una piccola azienda che acquista tecnologie, assume ricercatori e sviluppa nuovi prodotti?

Queste azioni sono le meccaniche del vostro gioco. Pescare carte, muovere pedine, raccogliere risorse, costruire, fare aste, scambiare oggetti, comporre percorsi, collaborare, bluffare: avete moltissime possibilità.

Non è necessario inventare una meccanica completamente nuova. Potete partire da giochi che conoscete, prendere un'idea che funziona e trasformarla.

6. Mettete i giocatori davanti a delle scelte

Un gioco diventa interessante quando non è evidente quale sia la mossa migliore.

Immaginate di avere abbastanza denaro per fare una sola cosa: acquistare un nuovo telescopio, migliorare uno strumento che possedete già oppure finanziare una missione rischiosa verso un oggetto celeste sconosciuto. Che cosa scegliete?

Oppure avete poca energia disponibile. Potete illuminare perfettamente una zona della città oppure distribuire meno luce in diversi quartieri. O ancora: avete un laser, due specchi, una lente e tre possibili percorsi verso il bersaglio. Quale funzionerà?

Le decisioni fanno sentire al giocatore che ciò che accade dipende da lui.

7. Un po' di imprevedibilità non guasta

La realtà non procede sempre secondo i nostri piani. Nemmeno un gioco dovrebbe farlo.

Una nuvola riduce improvvisamente la produzione dei pannelli solari. Un componente del telescopio si guasta. Un concorrente brevetta una tecnologia prima della vostra startup. Una nuova scoperta cambia il valore di una ricerca.

Potete usare carte evento, dadi, tessere nascoste o altri sistemi. Ma il caso dovrebbe creare situazioni da affrontare, non scegliere semplicemente chi vince.

La parte interessante viene dopo l'imprevisto: e adesso che faccio?

8. Fate incontrare i giocatori

Competere è una possibilità, non l'unica. Due laboratori possono contendersi gli stessi finanziamenti. Diverse aziende possono competere per conquistare un mercato. Ma i giocatori potrebbero anche collaborare.

Immaginate una missione spaziale nella quale ciascuno controlla uno strumento diverso: telescopio ottico, infrarosso, radio, raggi X. Nessun giocatore possiede da solo tutte le informazioni necessarie.

Oppure diverse squadre devono collaborare per costruire una rete energetica efficiente, pur avendo ciascuna i propri obiettivi.

La luce può essere il tema del gioco. Le persone intorno al tavolo sono ciò che lo rende vivo.

9. Costruite subito qualcosa

Non aspettate di avere disegnato il tabellone perfetto. Prendete carta, cartoncino, forbici, pennarelli, dadi e pedine recuperate da qualche vecchio gioco.

Se vi servono carte, ritagliate dei rettangoli di carta. Se vi serve un tabellone, disegnatelo. Se una carta deve rappresentare un laser, per il momento basta scriverci sopra LASER.

Il vostro primo prototipo deve essere veloce da costruire e ancora più veloce da modificare. Perché quasi sicuramente lo modificherete.

10. Provate a giocarci

Questa è la prova decisiva. Sedetevi intorno al tavolo e cominciate.

Una regola che sulla carta sembrava chiarissima potrebbe rivelarsi incomprensibile. Una strategia potrebbe permettere di vincere sempre. Un giocatore potrebbe non avere nulla di interessante da fare per diversi turni. Una partita prevista da mezz'ora potrebbe durarne due.

Non è un fallimento. è esattamente il motivo per cui si costruiscono i prototipi.

11. Poi fatelo provare agli altri

Quando il gioco comincia a funzionare, datelo a qualcuno che non conosce le vostre idee. Spiegate il minimo indispensabile e osservate.

Dove si blocca? Quale simbolo non capisce? Quale regola dimentica continuamente? Quale scelta lo fa riflettere? In quale momento comincia a distrarsi? E soprattutto: quando sembra divertirsi davvero?

A volte cinque minuti passati a osservare una partita dicono più di un'ora trascorsa a discutere le regole.

12. Togliete quello che non serve

Durante la progettazione è facilissimo aggiungere. Una nuova carta. Una nuova risorsa. Una regola speciale. Un altro tipo di pedina. Provate anche a fare il contrario.

Se togliete questa regola, il gioco funziona ancora? Se la risposta è sì, forse quella regola non serviva.

Un gioco non diventa più interessante perché ha tante regole. Diventa interessante quando poche regole producono molte situazioni diverse.

13. Chiedetevi dove è finita la luce

Ogni tanto fermatevi e tornate al punto di partenza. Il vostro gioco parla davvero di luce? E soprattutto: capire qualcosa sulla luce aiuta a giocare meglio?

Se conoscere riflessione e rifrazione permette di trovare un percorso migliore attraverso un labirinto ottico, siete sulla buona strada. Se riconoscere uno spettro permette di identificare una stella, la scienza è entrata nel gioco.

Se comprendere efficienza, potenza e consumo energetico aiuta a progettare una città migliore, avete trasformato un concetto scientifico in una decisione.

Questo è uno degli obiettivi più interessanti di un gioco didattico: non mettere la scienza accanto al gioco, ma dentro il gioco.

14. Adesso pensiamo all'aspetto

Quando il gioco funziona, potete finalmente occuparvi dell'aspetto grafico. E con la luce avete parecchio materiale a disposizione.

Spettri colorati, laser, stelle, telescopi, fibre ottiche, interferenze, prismi, galassie, circuiti fotonici, pannelli solari...

Ma la grafica deve anche aiutare a giocare. Colori, simboli e forme devono permettere di distinguere rapidamente carte, azioni e risorse.

Un buon tabellone non è soltanto bello da vedere. Fa capire il gioco quasi senza bisogno di parole.

Da dove cominciare?

Prendete un foglio e provate a completare queste frasi.

Se riuscite a rispondere con poche frasi, avete già qualcosa su cui lavorare.

Costruite un piccolo prototipo. Provatelo. Cambiate una regola. Provatelo di nuovo. Fate giocare qualcun altro. Ascoltate quello che dice, ma soprattutto osservate quello che fa.

Un gioco raramente nasce già nella sua forma definitiva. Si costruisce un tentativo dopo l'altro.

E magari tutto comincia da una domanda molto semplice:

quale segreto della luce vorreste trasformare in un gioco?